Nelle moderne democrazie si è affermato da tempo il principio della protezione dei cittadini affetti da minorazioni fisiche o psichiche. Un obiettivo solennemente affermato nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e accolto dall’articolo 38 della Costituzione italiana, che garantisce il diritto al mantenimento e all’assistenza sociale «a tutti i cittadini  inabili al lavoro e sprovvisti dei mezzi necessari per vivere».

Le categorie che possono accedere alla protezione dell’invalidità civile sono i mutilati e gli invalidi civiliiciechi e i sordi, gli affetti da talassemia e drepanocitosi.

Il riconoscimento dell’invalidità civile prende avvio con la domanda di accertamento sanitario da parte del cittadino, al fine di verificare, sulla base delle minorazioni di cui il richiedente è affetto, il grado di invalidità civile, cecità civile, sordità, disabilità e handicap.

Successivamente, in caso di riconoscimento di un grado di invalidità compreso tra il 74% e il 100%, sordità o cecità, è necessario inviare online i dati socio-economici e reddituali per ottenere le prestazioni economiche.

L’INPS riconosce un’indennità di accompagnamento ai soggetti mutilati o invalidi totali per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita.

Una volta avvenuto l’accertamento dei requisiti sanitari e amministrativi previsti, il beneficio viene corrisposto per 12 mensilità a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

L’assegno mensile è una prestazione economica a carattere assistenziale concessa agli invalidi parziali di età compresa tra i 18 e i 65 anni e 7 mesi, con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74 e il 99%, che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge.

INPS riconosce la pensione di inabilità ai soggetti ai quali sia riconosciuta una inabilità lavorativa totale (100%) e permanente (invalidi totali), di età compresa tra i 18 e i 65 anni e 7 mesi che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge.

Ai lavoratori dipendenti con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/92 e ai lavoratori dipendenti che prestano assistenza ai loro familiari con disabilità grave, vengono concessi, in presenza di determinate condizioni, permessi e periodi di congedo straordinario retribuiti.

COSA SPETTA

Permessi retribuiti ai sensi dell’art. 33 della Legge 104/92
Congedo straordinario ai sensi dell’art.42 del D.lgs. 151/2001 

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